Largo San Giacomo – 2016/2022

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Adottata nel maggio del 2016 mediante bando pubblico e curata per oltre sei anni, l’area archeologica di Largo San Giacomo è in assoluto il progetto più longevo e impegnativo dell’Associazione. L’attività svolta da Puli-AMO Messina all’interno degli scavi ha agito su più livelli nel corso degli anni, con il raggiungimento di obiettivi che riguardano sia il decoro urbano che la sensibilizzazione cittadina sulle tematiche ambientali e la valorizzazione del territorio.

 

LE PRIME OPERAZIONI DI BONIFICA

I primi interventi di pulizia e scerbatura possono considerarsi come delle vere e proprie opere di bonifica, considerato lo stato dell’arte nel 2016 che vedeva una condizione di assoluto degrado e abbandono con vegetazione cresciuta a dismisura (si segnala la presenza – oggi quasi del tutto debellata – di un canneto al livello inferiore dello scavo che superava i cinque metri di altezza) e costante presenza di rifiuti di ogni tipo.

 

Con la guida della sezione archeologica della Soprintendenza BB.CC.AA. di Messina diretta dalla dott.ssa Gabriella Tigano si è proceduto alle prime operazioni di pulizia, che hanno visto inoltre i membri dell’Associazione imparare le nozioni per la pulizia dell’area archeologica per scongiurare danni alle opere murarie ivi esistenti. Si segnala inoltre l’eliminazione di un’enorme mole di rifiuti, con circa 500 bottiglie rimosse, oltre che rifiuti “non convenzionali” come un new jersey, un separatore in gomma della corsia preferenziale e diversi sacchettini contenenti urina. Positivo il riscontro da parte della cittadinanza: si è infatti osservata una progressiva diminuzione di rifiuti attorno – e dentro – gli scavi, a dimostrazione di come le azioni dei cittadini spronano la collettività a migliorarsi ed imparare le norme del vivere civile.

 

 

 

RIQUALIFICAZIONE ARTISTICA

Una volta ripristinata la leggibilità del sito, l’Associazione ha posto in essere alcune attività di valorizzazione e promozione dello spazio (fino ad allora ignorato e quasi sconosciuto alla cittadinanza, nonostante la sua posizione strategica). Si è pertanto attenzionata la carenza di cestini attorno l’area e la necessità di metterli “in luce” spronando il cittadino a conferire lì i propri rifiuti anziché all’interno degli scavi. Previa autorizzazione del Comune di Messina, sono stati individuati e spostati 4 contenitori porta rifiuti che sono stati poi dipinti da artisti locali con le rappresentazioni di monumenti e attrazioni vicine a Largo San Giacomo. L’iniziativa ha ricevuto il plauso dell’intera cittadinanza, che ha usato con frequenza i cestini, evitando così la cattiva abitudine di abbandonare i propri rifiuti vicino – o peggio dentro – l’area archeologica.

 

 

LA METAMORFOSI DI COLAPESCE

Nel 2017, dopo l’abbattimento di diverse specie arboree a rischio schianto, l’Associazione ha voluto “innalzare” uno dei tronchi mozzati all’interno dell’area archeologica scolpendone la superficie a tema dei miti dello Stretto. Il maestro di intaglio del legno Salvatore Anastasi ha così realizzato “la Metamorfosi di Colapesce” lungo l’intera superficie del tronco, rendendola di fatto la prima scultura in Italia scolpita interamente su un ceppo d’albero.

 

LA FONTANA DEI CAVALLUCCI

Tra le attività dell’Associazione vi è senz’altro il dissotterramento della settecentesca fontana dei Cavallucci, “temporaneamente” smontata negli anni 2000 in quanto di intralcio ai lavori di scavo e mai più ripristinata. Nello specifico, all’interno dell’area archeologica è ancora presente la vasca principale del Fonte, mentre degli altri pezzi pare se ne siano perse le tracce. Nonostante le superficiali ricerche interne nei vari locali di deposito comunali – in sinergia con gli assessori all’arredo urbano Ialacqua, Minutoli e Caruso – non sono mai stati rinvenuti i pezzi mancanti della fontana dei Cavallucci. Per dare dignità a questa importante testimonianza del passato, Puli-AMO Messina aveva inizialmente impreziosito la vasca marmorea con un piccolo impianto idrico ad energia solare, che voleva idealmente richiamare alla funzione originaria di fontana. Si consideri l’intervento come mero palliativo e sprone ad una ricerca più accurata delle parti mancanti della fontana che, tuttavia, non ha mai realmente avuto luogo da parte delle istituzioni. L’impianto, comunque, non ha alterato lo stato dell’arte della fontana, essendo un piccolo congegno esterno senza collegamenti alla rete idrica o elettrica. Dopo circa tre anni di attività, la piccola pompa ad energia solare ha smesso di funzionare ed è stata definitivamente rimossa, in attesa che si ponga in essere una seria opera di riqualificazione del fonte settecentesco.

 

PANNELLO INFORMATIVO

In collaborazione con la sezione archeologica di Messina della Soprintendenza BB.CC.AA., si è inoltre provveduto al rifacimento e posizionamento del pannello informativo, ormai sbiadito e del tutto incomprensibile. Si ha avuto cura di riaggiornare testi ed impaginazione ed inserendo nuovo materiale fotografico, incluso un render grafico (a cura dell’architetto A. Turiaco) con un’ipotetica visione della Chiesa ai tempi della sua costruzione.

 

 

Le ultime azioni di Puli-AMO Messina all’interno dell’area si sono concentrate sulla possibile risoluzione di alcune criticità irrisolte, come ad esempio la costante presenza di acqua ai livelli più bassi dello scavo. Nell’estate del 2021, a seguito di un protocollo d’intesa tra Comune di Messina, AMAM e sezione archeologica della Soprintendenza, l’Associazione ha promosso la caratterizzazione delle acque mediante prelievo ed analisi da parte dei tecnici AMAM (cosa mai fatta dal rinvenimento dei resti archeologici!), nonchè alcune prove di rimozione dei liquidi e la possibile installazione di una pompa idrovora. Le operazioni si sono tuttavia interrotte a seguito del bando pubblicato dal Comune di Messina per la gestione pluriennale dell’area archeologica (a cui Puli-AMO Messina non ha partecipato), segnando così il termine dell’adozione dell’area al 31 dicembre del 2022; data che l’Associazione onorerà fino all’ultimo giorno, per poi “passare il testimone” alle nuove realtà che sapranno prendersi cura di uno degli spazi più preziosi e fragili del centro città.